Natura Umana – IV Edzione

/Natura Umana – IV Edzione
Natura Umana – IV Edzione 2018-04-07T15:42:54+00:00

NATURA UMANA

22 – 30 settembre 2018

 Seguendo il filo conduttore delle scorse edizioni del Festival e approfondendone i temi come quello etico dei valori, delle relazioni e del compito stesso della filosofia in una realtà scientifica così eterogeneamente sviluppata, proponiamo nella quarta edizione un approfondimento tematico che mette alla prova la filosofia come centro di relazione al problema dell’Umano, in cui tutte le scienze sono chiamate alla collaborazione.

Questioni come la clonazione, la morte digitale, l’intelligenza artificiale (finanche il trasferimento di coscienza), l’uso della biomeccanica, occupano oggi a buon diritto il campo dei saperi scientifici. Il potenziamento della specie, sembra essere una prospettiva dalla quale far risalire la condizione delle nuove generazioni, ormai legate più alla dimensione tecnologica che a quella naturale. La nostra è una natura tecnologica che, anche nell’immaginario della nostra specie, è sinonimo d’intelligenza e di superiorità rispetto alle altre che abitano il nostro pianeta. La tecnologia viene a sostituire l’immagine di una natura e di un Dio che possono tutto. Come se l’uomo avesse sostituito a questi termini di paragone la tecnologia, intesa come “nucleo di possibilità infinite” e prossime alla sua esistenza: nuovo Dio, nuova madre natura cui rimettere le conseguenze delle proprie azioni. Ma quanto ci permette la tecnologia, il progresso nel campo della comunicazione, dell’intelligenza artificiale di superare le nuove problematiche legate al suo avvento, al suo uso e ai suoi limiti? Si potrebbe mai, dall’interno di un mondo condizionato profondamente dalle tecnologie, annunciare la morte dell’intelligenza artificiale?

Le correnti filosofiche postumanistiche e trans-umanistiche in cui l’essere umano è un elemento ibrido, rivalutano e sconvolgono la questione ontologica: riusciremo a sovvertire la natura umana, superando i limiti imposti dal tempo? E ancora: riusciremo finalmente, sfruttando la biotecnologia, a potenziare l’effettiva intelligenza umana? Discutere della natura umana significa allora porre al centro del dibattito filosofico odierno le molteplici dicotomie dell’essere umano: anima-corpo; razionalità-impulsività; natura-cultura; uomo-dio; significa analizzare come il progresso abbia portato a quella che viene definita, a partire dagli anni ’80, l’era Antropozoica o Antropocene. Come condiziona l’uomo il mondo in cui vive, i processi naturali di un organismo, la terra, di cui sembra far parte limitatamente, solo come ospite? Come si distingue dagli animali, dai quali sembra che oggi si possa solo apprendere il rispetto per questa natura?

Inoltre, capire se una sola scienza può prendere in carico la riflessione sul nostro “essere naturali” e se la specializzazione delle discipline sia invalicabile, è di vitale importanza. Lo “spazio” che occupiamo come esseri naturali sembra ci invii segnali di deterioramento causati dal nostro stesso avanzamento come specie, mettendo così in crisi l’idea stessa di un posto nel mondo che sia “solo” nostro. Come figli in rivoluzione rispetto ai loro genitori, come genitori che sperimentano l’impossibilità di un intrinseco possesso verso il prodotto della loro creazione, ci ritroviamo spaesati. La natura, matrice, matrigna dalla quale l’uomo si è sviluppato, ci riattraversa oggi in modo da costituire un pericolo, una minaccia alla nostra stessa sopravvivenza.

Quanto la “nostra” natura, la natura umana, coincide con la totalità di ciò che possiamo dire “naturale”? E se questa coincidenza non si compie, risultando la natura più ampia del concetto che prova a coglierla, come si manifesta la sua resistenza alla capacità umana di pensarla, plasmarla, – al limite – sovvertirla? Fino a che punto la posizione dell’uomo nel flusso del nasci può essere considerata privilegiata, eticamente, epistemologicamente, ontologicamente? Quanto la nostra immagine della natura in generale è il frutto del modo, tutto specifico, di pensarsi dell’uomo in riferimento a pratiche con cui cerca di capire, orientare in primo luogo se stesso? Cosa vuol dire, oggi, discutere le implicazioni problematiche del “naturalismo” nella varietà delle sue forme storiche? Cosa lega l’idea di un primato della riflessione filosofica dato dalla capacità umana di riflettere sulla physis, alla sua destituzione ad opera di una “fisica” oggi quanto mai lanciata per vie che solo secondariamente implicano l’intervento filosofico? I concetti di “Natura” e “Umano” sono sempre più lontani? Possiamo pensare alla Natura senza l’Umano?

Sono solo alcune delle domande cui il festival invita a rispondere, come ogni anno, studiosi e studenti da tutto il mondo. In una disponibilità al confronto e un’attitudine al dialogo che trova il suo “luogo naturale” nell’Isola d’Ischia, nella strapotenza della sua natura e nella curiosità dei suoi figli.