Dio – V Edizione

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Dio – V Edizione 2019-09-14T15:16:06+00:00

Dopo la quarta edizione, incentrata sul concetto di “Natura Umana”, il festival di filosofia “La Filosofia, il Castello e la Torre – Ischia and Naples International Festival of Philosophy” vuole interrogarsi su un tema di assoluto rilievo e attualità, proponendo una prospettiva di analisi dellarelazione tra essere umano e Dio intesa come tensione all’unificazione e, più precisamente, come attraversamento, spazio potenziale da percorrere di apertura verso le differenze e verso l’altro.

Sono state tante le strade percorse dall’essere umano per determinare una verità (divina) comune a tutti: dal Panteismo ai postulati filosofici, dai testi sacri fino alle scommesse della modernità il pensiero che s’interroga su Dio è l’espressionedi un dialogo, un movimento proferito come parola, preghiera, confessione e conversione. Chi dialoga con l’alterità si attraversa per raggiungere e congiungersi all’altro, convertendo il proprio cammino in cammino del e verso l’altro. Non sfugge però a questo incedere il rischio di considerare Dio come proiezione di un Ioriponente le proprie speranze in un luogo limite dell’essere eche ricerca l’alterità divina al fine di liberarsi dalle proprie incertezze.

Questo è dovuto anche al fatto che nella ragione Dio trova il suo spazio in primo luogo diventando idea, così che la razionalità che gli si rivolge è strutturalmente messa in crisi, alimentandosi di una lotta costante tra due estremi da attraversare: fede e ragione.

Su questo piano speculativo la riflessione del Novecento si esaspera fino ad arrivare al paradosso di una ricerca radicale della verità che giunge a mettere in discussione il proprio stesso fondamento (il caso della tesi nietzschiana della morte di Dio).

Oltre lasoglia del XXI secolo, il concetto di Dio sembra dunque lottare costantemente con la sua fine, rinnovando l’esperienza dell’abbandono degli esseri umani a se stessi, in una nuova caduta.

Ciò si traduce nella disponibilità a ripensare la proiezione divina uomo-Dio, del tutto verticale, in una sorta di Nuova Riforma, in cui l’uomo sceglie di sacrificarsi all’uomo stesso. Alle religioni viene chiesto di ridefinire il legame dell’uomo con Dio in vista del superamento dei conflitti umani.

Dall’altra parte persistono forme di religiosità che interpretano il vincolo all’assolutezza della verità legittimando atti di supremazia e di affermazione, in una nuova incarnazione del Dio che unisce ma al tempo stesso separa.

Come se l’idea stessa di un’assenza totale o parziale di Dio fosse oggi, nell’età che ripone le sue speranze di vita e miglioramento nell’ossessione dell’essere presenti oltre le distanze, un carico insostenibile. Da qui il moltiplicarsi di profeti, sacerdoti e influencersdi una nuova presenza divina vissuta come richiamo all’azione conflittuale ed all’affermazione del sé, di principi non negoziabili che richiedono spesso la forzatura dei contesti storici, sociali e argomentativi.

È questo dissidio, oggi più che mai lacerante, tra i possibili modi di essere e non essere in relazione con Dio, che il festival pone come spunto tematico fondamentale, non dimenticando che nel mondo globalizzato le diverse forme di religiosità, di rapporto all’alterità assoluta e a quella intra-umana, sono costrette a essere in dialogo tra loro. In un vincolo che racchiude rischiose implicazioni sociali, culturali e politiche e costringe a porsi sempre di nuovo antiche domande:

Qual è il destino di un Dio declinato come idea o concetto assoluto?

La fede è istanza di assicurazione del sé o bisogno di relazione pura e intima con l’alterità?

L’essere umano può davvero mettere in dubbio l’esistenza di Dio?

La filosofia ha oggi il delicato compito di tessere nuove trame di pensiero, e l’imperativo di mettere in relazione le scienze, le religioni e la politica in un dibattito di confronto, di ascolto.