Young Thinkers Festival: Become a Philosopher!

Quest’anno il Festival di Filosofia “La Filosofia, il Castello e la Torre – Ischia International Festival of Philosophy 2018” forte del successo riscosso alla terza edizione, rinnova la proposta all’interazione dei giovani al Festival di filosofia, dedicando delle sessioni intere ai ragazzi attraverso questa nuovissima iniziativa Young Thinkers Festival: Become a Philosopher!

La prospettiva cambia gli attori, i ruoli e vuole mirare ad un discorso di relazione nuovo. Non è un certamen, ma uno spazio di conferenze fatto dai ragazzi e guidato dai ragazzi e dai loro insegnanti.

Sei un giovane di età compresa tra i 16 e i 23 anni? Hai delle forti attitudini al pensiero filosofico? Ti fai delle domande che di solito non vengono comprese o apparentemente non interessano ai tuoi coetanei? Ad esempio: “Perché sono nato qui, adesso?”; “Perché viviamo?”; “Esiste un Dio?”; “Dopo la morte cosa mi aspetta?” o semplicemente: “Perché devo mettere a posto la mia stanza?”

Sei iscritto/a alla Facoltà di Filosofia, non vuoi aspettare per metterti in discussione? Vuoi sfoggiare la tua nuovissima teoria filosofica, testandola con gli altri attraverso un confronto diretto? Attraverso categorie e associazioni di pensiero originali?

Presenta una proposta di relazione al nostro festival di filosofia, da solo o in gruppo, per discuterne con i tuoi coetanei e quelli più grandi. Vivi di e ami la filosofia? Costruisci un discorso di 20 minuti e confrontati in modo costruttivo.

Scrivi la tua relazione, preparati a discuterne con gli altri. Impara a discorrere in pubblico vincendo le tue paure, condividendo i tuoi pensieri. Ci sono tantissimi ragazzi che condividono il tuo modo di pensare. Sei nel posto giusto!

Vuoi coinvolgere la tua classe e i professori in questo “gioco” di ruolo filosofico? Ti senti più sicuro con il loro supporto? Allora invita anche loro alla partecipazione: gli insegnanti possono avere il ruolo di Tutor o Moderatore, presentando te, il tuo gruppo di lavoro, l’istituto dal quale provieni, guidando il tuo/vostro intervento al Festival.

Il Festival è pensato per tutti gli Istituti superiori e per i neo iscritti alle Facoltà di Filosofia.

Scrivi a: ischiafilosofest@gmail.com ti daremo tutte le informazioni necessarie per comporre la tua relazione. Mettiamo a disposizione un team di professori disposti a dare consigli sulla compilazione del tuo proposal.

Ci sono a disposizione tanti spazi conferenza. Se la tua proposta di relazione verrà accettata, farai parte di un team di oltre 70 filosofi e scienziati provenienti da tutto il mondo che, ogni anno, s’incontrano ad Ischia (stupenda isola del mediterraneo) nell’ultima settimana di settembre per discutere sui temi più scottanti dell’attualità

Ci saranno incontri con filosofi e workshops di ragionamento collettivo, di preparazione per un “public speech”. Prepariamoci all’Europa, formiamoci insieme ad essere protagonisti attivi del nostro tempo.

Diventa filosofo per un giorno, forse lo sei già!

Come partecipare?

Le proposte di relazione (della lunghezza massima di 1000 parole), insieme ad una breve nota di presentazione (si prega di specificare l’attuale provenienza istituzionale), dovranno essere inviate entro il 1 Maggio 2018 a: ischiafilosofest@gmail.com; mirelliraffaele@gmail.com

Si prega di inviare la breve biografia (massimo 10 righe) in un file a parte. Si prega di inviare file in formato *.doc o *.odt, non dunque in formato *.pdf.

Ciascuna relazione avrà a disposizione 20 minuti, più 10 minuti per la discussione. Sono gradite anche le proposte di “panel”. Ogni panel dovrà consistere di 3 o 4 relazioni su un tema comune. Il responsabile del panel (nel caso di un nucleo liceale anche rappresentato dal professore o da uno dei relatori) ha il compito di introdurre e guidare la discussione. La proposta di panel deve includere gli abstract di ciascuna relazione e una introduzione di una lunghezza massima di 200 parole.

Si prevede il pagamento di una tassa di registrazione per i relatori. Verranno inoltre proposte soluzioni per il pernottamento sull’isola nella settimana dei lavori.

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria organizzativa del festival o il direttore scientifico, scrivendo ai seguenti indirizzi:ischiafilosofest@gmail.com; mirelliraffaele@gmail.com

Il Festival si terrà ad Ischia e a Napoli nei luoghi più suggestivi della stupenda Torre di Guevara, dei Giardini la Mortella e del Castello Aragonese. All’accoglienza e registrazione dei relatori ci sarà un saluto e la presentazione storica del luogo di svolgimento e dell’isola d’Ischia. Entrerai in un mondo di pensiero fatto di mostre, concerti e itinerari tra arte e filosofia con esperti del settore.

Le spese per gli autobus, ove necessario, da noi organizzate saranno considerate extra, come anche il workshop, il pranzo collettivo (facoltativo) in chiusura o apertura Festival.

Qui sotto troverai la Call for Paper di questa edizione con la quale orientare il tuo intervento:

Questioni come la clonazione, la morte digitale, l’intelligenza artificiale (finanche il trasferimento di coscienza), l’uso della biomeccanica, occupano oggi a buon diritto il campo dei saperi scientifici. Il potenziamento della specie, sembra essere una prospettiva dalla quale far risalire la condizione delle nuove generazioni, ormai legate più alla dimensione tecnologica che a quella naturale. La nostra è una natura tecnologica che, anche nell’immaginario della nostra specie, è sinonimo d’intelligenza e di superiorità rispetto alle altre che abitano il nostro pianeta. La tecnologia viene a sostituire l’immagine di una natura e di un Dio che possono tutto. Come se l’uomo avesse sostituito a questi termini di paragone la tecnologia, intesa come “nucleo di possibilità infinite” e prossime alla sua esistenza: nuovo Dio, nuova madre natura cui rimettere le conseguenze delle proprie azioni. Ma quanto ci permette la tecnologia, il progresso nel campo della comunicazione, dell’intelligenza artificiale di superare le nuove problematiche legate al suo avvento, al suo uso e ai suoi limiti? Si potrebbe mai, dall’interno di un mondo condizionato profondamente dalle tecnologie, annunciare la morte dell’intelligenza artificiale?

Le correnti filosofiche postumanistiche e trans-umanistiche in cui l’essere umano è un elemento ibrido, rivalutano e sconvolgono la questione ontologica: riusciremo a sovvertire la natura umana, superando i limiti imposti dal tempo? E ancora: riusciremo finalmente, sfruttando la biotecnologia, a potenziare l’effettiva intelligenza umana? Discutere della natura umana significa allora porre al centro del dibattito filosofico odierno le molteplici dicotomie dell’essere umano: anima-corpo; razionalità-impulsività; natura-cultura; uomo-dio; significa analizzare come il progresso abbia portato a quella che viene definita, a partire dagli anni ’80, l’era Antropozoica o Antropocene. Come condiziona l’uomo il mondo in cui vive, i processi naturali di un organismo, la terra, di cui sembra far parte limitatamente, solo come ospite? Come si distingue dagli animali, dai quali sembra che oggi si possa solo apprendere il rispetto per questa natura? Inoltre, capire se una sola scienza può prendere in carico la riflessione sul nostro “essere naturali” e se la specializzazione delle discipline sia invalicabile, è di vitale importanza.

Lo “spazio” che occupiamo come esseri naturali sembra ci invii segnali di deterioramento causati dal nostro stesso avanzamento come specie, mettendo così in crisi l’idea stessa di un posto nel mondo che sia “solo” nostro. Come figli in rivoluzione rispetto ai loro genitori, come genitori che sperimentano l’impossibilità di un intrinseco possesso verso il prodotto della loro creazione, ci ritroviamo spaesati. La natura, matrice, matrigna dalla quale l’uomo si è sviluppato, ci riattraversa oggi in modo da costituire un pericolo, una minaccia alla nostra stessa sopravvivenza.

Quanto la “nostra” natura, la natura umana, coincide con la totalità di ciò che possiamo dire “naturale”? E se questa coincidenza non si compie, risultando la natura più ampia del concetto che prova a coglierla, come si manifesta la sua resistenza alla capacità umana di pensarla, plasmarla, – al limite – sovvertirla? Fino a che punto la posizione dell’uomo nel flusso del nasci può essere considerata privilegiata, eticamente, epistemologicamente, ontologicamente? Quanto la nostra immagine della natura in generale è il frutto del modo, tutto specifico, di pensarsi dell’uomo in riferimento a pratiche con cui cerca di capire, orientare in primo luogo se stesso? Cosa vuol dire, oggi, discutere le implicazioni problematiche del “naturalismo” nella varietà delle sue forme storiche? Cosa lega l’idea di un primato della riflessione filosofica dato dalla capacità umana di riflettere sulla physis, alla sua destituzione ad opera di una “fisica” oggi quanto mai lanciata per vie che solo secondariamente implicano l’intervento filosofico? I concetti di “Natura” e “Umano” sono sempre più lontani? Possiamo pensare alla Natura senza l’Umano?

Sono solo alcune delle domande cui il festival invita a rispondere, come ogni anno, studiosi e studenti da tutto il mondo. In una disponibilità al confronto e un’attitudine al dialogo che trova il suo “luogo naturale” nell’Isola d’Ischia, nella strapotenza della sua natura e nella curiosità dei suoi figli.