Call for Papers PSY

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Call for Papers PSY 2021-04-20T12:49:39+00:00

 VII Edizione: Ischia 1 – 26 settembre

L’associazione culturale InSophia, ente no-profit ideatore del festival, in collaborazione con il Comune d’Ischia, il CRF – Centro Internazionale per la Ricerca Filosofica, l’Università di Toronto, Mississauga (dipartimento di Visual Studies), lSP (Istituto per lo Studio delle Psicoterapie di Roma), Centro Heta di Ancona,  l’associazione Psicotypo, con l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, della Regione Campania, della Camera di Commercio, del Comune di Napoli, della FISP (Federazione Internazionale delle Società  Filosofiche), della SFI (Società Filosofica Italiana), del Circolo “G. Sadoul”, dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo, sono lieti di annunciare la settima edizione del festival internazionale di filosofia “La Filosofia, il Castello e la Torre – Ischia and Naples International Festival of Philosophy 2021” che si terrà a Ischia dal 1 al 26 settembre presso il Castello Aragonese, i Giardini la Mortella, la Biblioteca Antoniana e la Torre Guevara di Ischia.

Call For Papers settore “Psy”: Giudizi particolari e particolarità universali: la normalità

Deadline estesa al 30 Aprile 2021

Dopo l’acceso dibattito del 2020 sul tema “Tempo”, la settima edizione del Festival Internazionale di filosofia sposta la riflessione tematica verso lo spazio oscuro, inteso non solo come dimensione fisica, ma anche come contenitore delle differenze umane, attraverso la domanda: “Universi. Ci può essere armonia nelle differenze?”

La Call for Papers “Psy” chiama in causa le scienze psicologiche nei suoi differenti universi di coesistenza: psicologia generale, psicologia dell’età evolutiva, psicologia sociale, i vari orientamenti psicoterapeutici, psichiatria e neuroscienze.

Il riferimento etimologico della parola universo ci consente di rilevare due significazioni possibili: quello di inclusione e, riferendoci al termine greco kosmos, quello di ordine.

L’essere umano ha da sempre e necessariamente cercato di dare un ordine razionale alla realtà per poter affrontare da un lato la complessità propria, dall’altro quella del mondo circostante. La psiche umana tende a ordinare, ma anche a semplificare e generalizzare la miriade di informazioni e dicotomie con cui entra a contatto. Con l’avanzare del progresso la capacità cognitiva, data dall’umana esperienza, ha dato alla luce a innumerevoli classificazioni e diversificazioni che ne hanno permesso la comprensione e l’orientamento.

Questo processo di orientamento e riconoscimento si innesta sulla distanza che intercorre tra esperienze cognitive tra loro opposte: estremi come il bene e il male, l’utile e l’inutile, il piacere e il dolore, il sano e il patologico, evidenziano la necessità di una ricerca normativa che, in questa danza perenne, oltre a permettere l’ordine e la classificazione della realtà, determinano un inverso e costante processo di esclusione.

Ed è per questo che, prendendo in esame i significati delle parole universo e ordine, sembra indispensabile individuarne un perno, una chiave di volta, che riesca a mantenere in essere il rapporto dialettico tra questi estremi, senza eclissare le differenze determinanti il carattere umano.

Il concetto di normalità ci conduce etimologicamente ai significati di regola, indicando ciò che è esatto, ciò che si pone come medio tra due estremi nominali.

Basandosi su queste analisi è interessante e indispensabile calare il concetto di normalità nella dimensione etica che, a sua volta, ci impone di accostarlo a quello di maggioranza.

La normalità tanto ricercata esprime un valore di conformità, di capacità nell’individuazione di schemi cognitivi convenzionali. Così ci troviamo di fronte all’articolata relazione tra l’individuo e la massa, ci ritroviamo, per questo, di fronte a una relazione etica in cui è la maggioranza a definire la rassicurante norma.

Uno dei compiti primari della psicologia e della psichiatria risiede nella capacità di declinare la normalità, pragmaticamente, in un rapporto armonico tra minoranza e maggioranza. Passando dal particolare all’universale, bisogna prendersi cura di definire e ridefinire secondo i progressi scientifici e disciplinari, quando esiste la “norma” rispetto a ciò che viene definito “patologico”, occupandosi di non oscurare le minoranze, quelle stesse che definiscono il limite umano di comprensione.

Ce lo insegna la storia: tutte le scienze hanno risentito dell’influenza culturale in cui la definizione di normalità e le sue categorizzazioni sono state concepite e formulate. Basti pensare al concetto di omosessualità, al relativo cambiamento percettivo delle masse, di quello che una volta veniva definito come stato patologico.

Allo stesso modo la questione sulla capacità di intendere e volere, che fa della diagnosi un destino per il soggetto, risente (e deve) di continue ridefinizioni, di spostamenti di limiti che, oltre al carattere scientifico, vengono subordinati alla capacità etica delle società.

Ecco perché la domanda per le scienze psicologiche diviene etica: chi necessita o ha diritto al rapporto di cura? Quando può una società definire i soggetti che necessitano di cure? E dal punto di vista giuridico, come si definisce punibile un soggetto? Chi può essere definito normale o anormale, sano o patologico?

I contributi dei diversi orientamenti psicoterapeutici hanno evidenziato che l’uomo, nel corso della sua evoluzione, è da intendersi come un soggetto in relazione all’altro.

La parola universo mette in risalto il limite costitutivo umano: siamo parte del tutto ma non siamo Tutto. Ecco perché qualsiasi definizione scientifica risente positivamente di una costante ridefinizione.

È dunque intenzione del Festival chiamare in causa le discipline scientifiche e umanistiche, tra le quali risaltano gli universi delle differenze, dei limiti culturali ed evolutivi umani.

Le scienze psicologiche, le neuroscienze, sono chiamate al confronto epistemologico e metodologico.

Se tutti gli uomini costruiscono la loro personale realtà, come può quest’ultima essere condivisa? Come interagiscono universale e particolare?

Cosa farne del diverso?

Fino a che punto le classificazioni scientifiche rappresentano una reale espressione oggettiva?

Il lavoro terapeutico, oltre la mera classificazione, come permette all’individuo di esprimere la propria singolarità in relazione alla comunità?

Come guidare la comunità nella conoscenza delle diversità, oltre la morale?

Come comunicare le differenze umane?

Ci sembra quindi evidente la necessità di definire al meglio i termini e le relazioni sopra esposte, focalizzando l’attenzione sui termini minoranza, diversità, maggioranza, normalità, osservando in modo scientifico, gli effetti concreti, culturali, oltre quelli medici.

Sezioni e aree d’intervento:

Il festival apre la riflessione a tutti i saperi, dalla filosofia alla fenomenologia, dalla storia dell’arte alla psicologia, dalla biologia alla fisica, tutti gli interventi con un contributo riflessivo critico e coerente con la call for paper verranno presi in considerazione per le sessioni conferenza (che si terranno ad Ischia dal 23 al 26 settembre 2021).

La capacità di comunicare a tutti il sapere acquisito negli anni di ricerca è fondamentale per essere selezionati. Sotto le aree di riferimento cui indirizzare la propria proposta di partecipazione:

  1. Diagnosi e clinica, tra universale e particolare: il rapporto tra la classificazione diagnostica e le particolarità soggettive nella terapia. Considerazioni ed esperienze professionali in cui la particolarità diviene forza. Il limite tra normale e patologico. È necessario normalizzare l’individuo? Cosa invece è necessario considerare della singolarità del soggetto in cura? Riflessioni e proposte sulla terminologia di “normalità”, “normativo” e “diversità”.
  2. Universi collettivi e universi individuali: l’essere umano tra massa e singolarità. I meccanismi sociali del singolo e i meccanismi individuali nelle masse. La relazione dell’umano con il “diverso”. La costruzione della propria realtà.
  3. La normalità anormale: Paure, stigmi, pregiudizi e stereotipi moderni e antichi. Il concetto di identità e differenza. L’universo LGBTQ+, tra stereotipi, riconoscimento e normalità. Gli universi del maschile e del femminile.
  4. La “follia” come anti-universo: quando il proprio universo non è quello di tutti. La funzione dell’invenzione soggettiva nel cosiddetto “folle” e nella clinica dello spettro dell’autismo. Adattamenti e legami sociali possibili tra chi rifiuta l’universale e i cosiddetti “normali”.
  5. Universi criminali: la criminalità come ricerca della differenza. La criminalità soggettiva e gruppale nel confronto con l’universale della legge.
  6. Ipnosi e universi paralleli: La distorsione della realtà in ipnosi come strumento terapeutico.
  7. “Universo cervello”: il contributo delle neuroscienze sulla “anatomia delle differenze”. Quali processi fanno sì che una struttura anatomica immaginata come universale (come quelle delle aree cerebrali) possa veicolare fenotipi comportamentali, emozionali e psicopatologici differenti?
  8. Normalità alternative: universi digitali. La “nuova normalità” delle relazioni digitali. L’identità digitale. La normalità impossibile, Lockdown e nuove forme di normalità.

PROCEDURE PER L’INVIO DELLE PROPOSTE

Lingua: Italiano, Inglese

Le proposte di relazione (della lunghezza massima di 1.500 caratteri), insieme ad una breve nota autobiografica (si prega di specificare l’attuale provenienza istituzionale o, se non si è impegnati in una posizione accademica, la sede dove si è concluso l’ultimo percorso di ricerca/studio), dovranno essere inviate entro il 18 Aprile 2021 a: info@lafilosofiailcastellolatorre.itdirezione@lafilosofiailcastellolatorre.it mirelliraffaele@gmail.com

Si prega di inviare la breve biografia (massimo 10 righe) in un file a parte. Si prega di inviare file in formato *.doc o *.odt, non in formato *.pdf.

Ciascuna relazione avrà a disposizione 20 minuti, più 10 minuti per la discussione. Sono ammesse relazioni in italiano e inglese. Sono gradite anche le proposte di panel.

Ogni panel dovrà consistere di 3 o 4 relazioni su un tema comune. Il responsabile del panel, che può anche essere uno dei relatori, ha il compito di introdurre e guidare la discussione. La proposta di panel deve includere gli abstract di ciascuna relazione e una introduzione di una lunghezza massima di 500 caratteri.

Si prevede il pagamento di una tassa di registrazione per i relatori. Verranno, inoltre, proposte soluzioni per il pernottamento sull’isola nella settimana dei lavori.

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria organizzativa del festival o il direttore scientifico, scrivendo ai seguenti indirizzi:

info@lafilosofiailcastellolatorre.it

direzione@lafilosofiailcastellolatorre.it

mirelliraffaele@gmail.com

Pagina FB: La Filosofia il Castello e la Torre

Instagram: @lafilosofiailcastelloelatorre